Assemblare la Roma antica: team delle università di Pisa, Venezia Ca’ Foscari e CNR-ICCOM svelano i segreti degli architetti e degli scultori romani

Assemblare la Roma antica: team delle università di Pisa, Venezia Ca’ Foscari e CNR-ICCOM svelano i segreti degli architetti e degli scultori romani

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Realizzata assieme al Museo Nazionale Romano, grazie a un finanziamento PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale), la ricerca indaga le tecnologie e i materiali utilizzati per assemblare, fissare, restaurare le statue e altre opere in marmo nell’antica Roma. L’indagine è resa possibile grazie alla varietà eccezionale del patrimonio delle collezioni conservate nelle diverse sedi del Museo Nazionale Romano. La prima campagna ha permesso agli studiosi di Pisa e di Venezia di esaminare opere eccezionali, tra cui il Discobolo di Castel Porziano, l’Ermafrodito addormentato e numerosi ritratti di età imperiale. Il repertorio architettonico include centinaia di reperti tra colonne, capitelli ed elementi della trabeazione, molti dei quali conservano le tracce delle tecniche costruttive impiegate.
“Per la prima volta”, commentano Anna Anguissola e Luigi Sperti, docenti di archeologia greca e romana rispettivamente nelle università di Pisa e Ca’ Foscari, “tecniche come la lavorazione in parti separate e gli assemblaggi sono oggetto di un’iniziativa di ampio respiro, che integra le competenze di istituti e studiosi diversi. Il patrimonio scultoreo e architettonico che possiamo indagare grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale Romano è rappresentativo di una casistica varia e della massima importanza, perché ci consente di entrare nel vivo della Roma antica”.
Elemento centrale nel progetto è il lavoro di analisi archeometriche svolto dal team del CNR-ICCOM di Pisa: Stefano Legnaioli spiega come “attraverso strumenti quali l’XRF potremo costruire un primo database dei perni usati dagli scultori, architetti e restauratori romani e indagarne gli aspetti archeologici grazie a nuovi dati”.
“Per il Museo Nazionale Romano questo progetto è di grande interesse perché conoscere meglio gli aspetti tecnici è essenziale per garantire la migliore conservazione delle opere e per restituire al pubblico il nostro patrimonio nella sua complessità”, dichiara infine la direttrice del Museo Federica Rinaldi.

Museo Nazionale Romano. Foto: Myriam Pilutti Namer.

Categories: Comunicati stampa