Il Premio Ambrogio Mazzucotelli 2018 è stato assegnato alla D.ssa Beatrice Campanella, ICCOM Pisa.

Nel corso dell' Incontro di Spettroscopia Analitica (ISA 2018, 5 - 8 Giugno 2018, Cagliari) alla D.ssa Beatrice Campanella (ICCOM Pisa) è stato conferito il Premio Ambrogio Mazzucotelli, premio a scadenza biennale assegnato a giovani studiosi la cui attività di ricerca nel campo della Spettroscopia Analitica risalti particolarmente sia per l'originalità e qualità dei metodi sia per la rilevanza dei risultati.

Per maggiori informazioni visitate il sito http://dipcia.unica.it/ISA2018/

Il Dr. Alessio Dessì (CNR-ICCOM, Firenze) è il vincitore del Premio Flavio Bonati 2018.

Il premio viene conferito ogni due anni dal Gruppo Interdivisionale di Chimica Organometallica della Società Chimica Italiana a un giovane ricercatore di età inferiore ai 35 anni, che abbia sviluppato la sua attività prevalentemente in centri di ricerca nazionali e abbia portato contributi di particolare rilievo scientifico, innovativo o applicativo, nel campo della Chimica Organometallica.

La premiazione avverrà durante il XIII Convegno del Gruppo Interdivisionale di Chimica Organometallica della Società Chimica Italiana (Co.G.I.C.O. 2018) che si terrà a Firenze presso il Palazzo degli Affari,  dal 18 al 20 Luglio 2018.

Ricercatori dell’Iccom-Cnr e Imem-Cnr, in collaborazione con l’Università di Trieste, a partire da un nanomateriale carbonioso, hanno messo a punto un catalizzatore elettrochimico per la produzione più sostenibile del perossido di idrogeno. Il metodo risolve anche i problemi di sicurezza posti da uno dei processi ecologici messi a punto negli ultimi anni per la sintesi di H2O2 che usa idrogeno e ossigeno, miscela potenzialmente esplosiva. Lo studio è pubblicato su Chem.

Il Consiglio nazionale delle ricerche, attraverso l’Istituto di chimica dei composti organo metallici (Iccom-Cnr) e l’Istituto dei materiali per l’elettronica ed il magnetismo (Imem-Cnr), ha trovato un’alternativa per produrre il perossido di idrogeno - l’acqua ossigenata che usiamo comunemente per disinfettare ferite e indumenti - impiegando un innovativo nanomateriale, privo di componenti metalliche. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Chem, possono rendere il processo più ecologico ed economico.

“Negli ultimi anni, team di ricercatori di diversi Paesi si sono concentrati per trovare un processo ecologico per la sintesi di H2O2. Recentemente, l’interesse si è focalizzato su un metodo che sfrutta idrogeno e ossigeno, cioè i due costituenti atomici della molecola”, spiega Paolo Fornasiero, ricercatore Iccom-Cnr e professore ordinario all’Università di Trieste, primo autore dello studio cui hanno partecipato Francesco Vizza, direttore Iccom-Cnr, Manuela Bevilacqua (Iccom-Cnr) e Lucia Nasi (Imem-Cnr), in collaborazione con l’Università di Trieste. “Un processo molto pulito, rispetto a quello tradizionale che usa l’antriachinone, ma che presenta un importante problema di sicurezza, dal momento che le miscele di idrogeno e ossigeno sono potenzialmente esplosive.

Il processo messo punto dal nostro gruppo di ricerca impiega invece come reagenti l’ossigeno e l’acqua”. Per far reagire questi due componenti, l’équipe di ricerca ha sviluppato un nuovo nanomateriale. “Si tratta di un catalizzatore basato su una componente carboniosa nanostrutturata appropriamente modificata che, a differenza di altri materiali carboniosi già impiegati, è altamente selettivo ed efficiente e richiede solo modeste quantità di energia per innescare la reazione attraverso ossigeno e acqua”, prosegue Fornasiero. “Inoltre, essendo privo di componenti metalliche, si evita la reazione parallela ed indesiderata di decomposizione, che in pratica è la reazione inversa a quella di sintesi. Questo determina un efficace accumulo di acqua ossigenata nel tempo”.

Il perossido di idrogeno è diffuso non solo come disinfettante ma anche come ingrediente in vari detergenti e nell’industria della carta e tessile per lo sbiancamento di cellulosa e indumenti. “È una molecola molto versatile, con una molteplicità di applicazioni che implica una produzione annuale mondiale ai intorno ai 4.5 milioni di tonnellate”, conclude Fornasiero. “Visto il costo e l’impatto ecologico per la sintesi del perossido di idrogeno, il nostro metodo potrebbe favorire una produzione più sostenibile e più economica, poiché eviterebbe l’attuale uso del palladio, metallo piuttosto costoso. In questo modo il composto potrebbe essere usato efficacemente anche per la rimozione di agenti inquinanti delle acque, perché non rilascia residui chimici nocivi, ed essere più diffuso quale disinfettante in ambito sanitario nelle aree economicamente più svantaggiate, quali l’Africa”.

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Il Premio Junior EnerCHEM (Gruppo Interdivisionale della Società Chimica Italiana) è un riconoscimento riservato a ricercatori under 40 che abbiano apportato contributi di particolare interesse scientifico, innovativo od applicativo, nei campi della Chimica delle Energie Rinnovabili. Il Premio è stato assegnato in occasione della I Scuola EnerCHEM. Tra le varie candidature pervenute, il Comitato Scientifico ha selezionato i 5 finalisti che hanno tenuto una lezione di 45 minuti ciascuno, affrontando 4 tematiche inerenti gli aspetti chiave delle science e tecnologie delle energie rinnovabili. La Dr. Giulia Tuci (ICCOM-CNR) è stata selezionata come vincitrice per la sua lezione focalizzata sul design e la sintesi di materiali innovativi per la sostituzione di metalli critici (tipicamente metalli del gruppo del platino) da dispositivi per la produzione sostenibile di energia quali le celle a combustibile.

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